Nel giorno della spillatura delle botti, venerdì 11 novembre, “A Chiena” indice due giorni di musica a Serre

‘ A Chiena

  Un viaggio tra arte, natura e storia

18 agosto-17 dicembre 2022

Presenta

      LA Festa del Vino

In onore di San Martino

Cafe’ Loti

In taberna: dai canti dei caminantes 

ai Carmina Burana popolari

Nando Citarella

Workshop: Canti di voci lontane e Terra madre

11-12 novembre in Serre

Serre (SA) Palazzo Ducale venerdì 11 novembre. Ingresso Libero Info.: 0828/241200

Le tradizioni di San Martino in Musica e Vino

Nel giorno della spillatura delle botti, venerdì 11 novembre, “A Chiena” indice due giorni di musica a Serre nell’incantevole cornice del Palazzo Ducale, con un concerto del trio Café Loti e una due giorni di workshop dal titolo “Canti di voci lontane e Terra Madre” con Nando Citarella 

“San Martino, ogni mosto è vino!”. Venerdì 11 novembre si festeggia San Martino Vescovo di tour, patrono dei sommelier, dei bottai, di cavalli e cavalieri, nonché degli uomini ammogliati e fidanzati. La venerazione per San Martino è molto sentita, e non vi è giorno dell’anno che non si ha motivo di invocare il grande Santo. A parte l’apertura delle botti e quindi il festeggiamento della fine dell’anno agrario, con la raccolta degli ultimi frutti e l’ultimo banchetto prima del Natale, riscaldato dal tiepido sole che prelude ai giorni più corti, bui e rigidi dell’anno, il suo nome è legato al miracolo della divisione del mantello tra i mendicanti e al miracolo appunto, dell’estate di San Martino. “’A Chiena”- Intervento co-finanziato dal POC Campania 2014-2020 . Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura. Programma unitario di percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed eno-gastronomico di portata nazionale e internazionale -, firmato da Antonello Mercurio, ritorna nelPalazzo Ducale di Serre (Sa), per due eventi in onore di San Martino e della Festa del Vino. Il primo vedrà, venerdì 11 novembre alle ore 21, nel palazzo ducale di Serre, in scena il Cafè Loti un trio con le corde, la voce e la tammorra di Nando Citarella, voce e corde arabe e mediorientali di Stefano Saletti, l’iraniano musicista (e pittore) Pejman Tadayon voce, saz, oud e percussioni. Il Café Loti a Istanbul era, temporibus illis, luogo di

mediazione, di scambio d’idee, di liti che finivano immancabilmente in riconciliazioni Andava così ovunque nei punti cruciali del Mediterraneo, a Orano come a Genova, a Venezia, a Marsiglia, a Tunisi. Le lingue imparavano le une dalle altre a intendersi sul minimo comune denominatore di radici comuni, sull’affinità dei suoni, e dove le radici etimologiche non aiutavano, aiutava la fantasia del comporre a mosaico con spezzoni di suoni e sensi di altre lingue, fini a capirsi per davvero. Il sabir nacque così, ad esempio, con una finzione per molti versi identica a quella che ebbe lo swahili in Africa. Due le grandi campiture che riconosceremo in scaletta, la prima accoglie brani che mettono in conto sonoro schegge di Spagna medievale, Napoli e i trovatori francesi, il sabir per capirsi e commerciare, la Persia come chiave di volta per l’accesso all’Oriente. Nella seconda parte, che intitola tutto il progetto, In Taberna, Café Loti recupera invece lo spirito originale del Codex Buranus, il corpus di composizioni che tutti conoscono nella versione fastosa e tonitruante dei Carmina Burana. Qui l’intento è ben diverso, un lavoro per sottrazione che invece cerca di restituire equilibrio sottile tra sacro e profano, natura e cultura, canti maliziosi e pure espressioni mistiche: e anche qui risuonano tante lingue, a comporre un arazzo che è bello

proprio perché multicolore. Al concerto si aggiunge una due giorni di workshop, dello stesso Nando Citarella, che prenderà il via proprio alle 15 di venerdì 11 novembre, nel palazzo ducale di Serre, per concludersi nella mattinata del giorno successivo, dal titolo “Canti di voci lontane e Terra madre”. Il Workshop sarà un’occasione per esplorare le origini antropologiche della “forza sanatrice” della musica nei rituali della tradizione popolare, sperimentando i ritmi di Tamurriate, Pizziche e Tarantelle, legate secondo l’abate gesuita Athanasius Kircher, legate al culto di Dioniso, pubblicando poi a Roma nel 1641 con il titolo De arte magnetica il risultato dei suoi studi sul tarantismo danze chiaroscurali, da ballare in equilibrio sulla sottile linea di confine tra gioia e dolore, tra salute e malattia, tra pazzia e ragione. Uno spazio angusto, limitato dal breve raggio di un giro armonico ossessivo ed ipnotico, capace tuttavia di ospitare un intero universo, un mondo in cui la vita e la morte colpiscono veloci e implacabili come il morso di un insetto. “Siamo lieti di invitare tutti i cittadini – dichiara il sindaco Antonio Opramolla – a partecipare ai festeggiamenti, sia religiosi che civili, in onore di San Martino Vescovo, Patrono di Serre. Una cornice d’eccezione, dunque, per un evento che proietterà i partecipanti nelle atmosfere calde e conviviali della tradizione. Il programma è stato pensato per coinvolgere i cittadini di tutte le età. L’11 novembre, inoltre, la “Festa del Vino” promuoverà la manifestazione “Cafe Loti” che prevede buon cibo e canti popolari, a partire dalle ore 21:00, sempre presso il Palazzo Ducale, unitamente al momento di formazione con Nando Citarella. Saranno dei bei momenti di festa che permetteranno a tutti i serresi e a tutti i visitatori di vivere dei momenti di arricchimento culturale e sana socialità”

Nando Citarella

Musicista, attore, cantante e studioso delle tradizioni popolari, teatrali e coreutico-musicali mediterranee, ha studiato e collaborato con importanti maestri artisti come: Eduardo De Filippo, Dario Fo, Linsday Kemp, Roberto De Simone, Ugo Gregoretti e Andrea Camilleri. Ha seguito i suoi studi di Canto sotto la guida della maestra Maria Rohrmann dall’85 al 2008 oltre che con Alfredo Kraus e Walter Blazer in Italia e negli Stati Uniti d’America. Vincitore nell’81 del premio della Critica Discografica (con Francesco Manente). Nel giugno 2003 viene nominato socio onorario dell’Albo degli Scrittori e degli Artisti Italiani ed Europei per la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Dall’87 è direttore artistico della Compagnia “La Paranza” da lui fondata insieme studiosi ed esperti di tradizioni popolari. Dal 1990 collabora prima con il CRM (Centro di Musicoterapia fondato da Gianluigi di Franco), quale esperto e docente di Tradizioni Popolari, Ricerca,Terapia, Folclore e Movimento. Nel 1994 su commissione del Romaeuropa Festival fonda I Tamburi del Vesuvio progetto pioniere sull’intercultura musicale tra danza, ritmo e vocalità in collaborazione con Timba scuola di percussioni di cui è stato docente. Ha inciso dischi sia da solo che in gruppo, da Dindirinella (1980 Vincitore nell’81 del premio della Critica Discografica con Francesco Manente), a “Carosonando” con i Tamburi del Vesuvio (2013 alfa music) e “Deh vieni alla finestra” (2011 nandus vesuvianus) con il chitarrista Francesco Taranto (con cui collabora a progetti sulla chitarra romantica). Ha vestito i panni del “Giullare” nelle trasmissioni “Domenica in” con Pippo Baudo, nel “Castello di Partita Doppia” in “Varietà”, “Il Gioco dell’Oca” e infine in “Luna Park” (la Luna Nera!) con Frizzi, Venier, Magalli, Falchi, Lambertucci, Carlucci, Conti, Bonolis, dal ’92 al 2000. Ha collaborato con il Teatro Marrucino di Chieti (‘98/2008) per la “Passio et Resurrectio” di Sergio Rendine eseguita in mondovisione sia a Roma (2000) che a Pompei (’98) e Gerusalemme nel (‘00/’06) sotto la direzione di Gianluigi Gemetti, Marzio Conti e Maurizio Dones. Con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese ha collaborato per un progetto sulla ”Pusteggia” incidendo anche un cd (‘A Pusteggia 2001 finisterre) sotto la direzione di Luciano Bellini portandolo in tour (2009/2010) in Italia e all’estero. Ha collaborato in qualità di docente e regista al “Progetto Mediterraneo” un mare di culture per l’ATAM ideato e diretto da Andrea Camilleri. Ha tenuto laboratori sul Canto Popolare Italiano e sulle Danze del Sud-Italia presso il distaccamento del Conservatorio di Salisburgo in Puchberg e Wels. È ideatore fondatore e direttore artistico di “Etnie” (1991) con l’Accademia Musicale Interamnense (laboratori sulle tradizioni popolari e intercultura). Ha fondato il Coordinamento Nazionale del Diritto alla Musica nel 2008 di cui è vice presidente sempre nel 2008 il suo lavoro “Mozart al Chiaro di Luna” vince il premio della critica musicale come miglior produzione in Lettonia e Kazakistan. Nel 2009 debutta con “A solo….e un po’ in Compagnia” che poi porta alla Carnegie Recital Hall di New York festeggiando i suoi 50 anni ed i 30 anni di palcoscenico accanto a John La Barbera e Alessandra Belloni. È stato solista di Romanze Italiane con l’Orchestre National de Lyon e della Gevandhause di Lipsia sotto la direzione del M° Jun Merkul. Dal 2001 al 2011 è il “Posteggiatore” della trasmissione radiofonica di Radiouno “Ho Perso il Trend” con Bassignano e Luzzi. Ha composto le musiche de ”Gli innamorati immaginari”  di Leonardo Petrillo per il Teatro di Roma. È promotore del Progetto Folk Nostrum (la rotta verso le culture del Mediterraneo). Collabora attivamente con Patrick Vaillant ed il Melonious Quartet con Lucilla Galeazzi (di cui è ospite sia nell’ultimo lavoro discografico che dal vivo ”Festa Italiana”). Con Mauro Palmas e Pietro Cernuto ha formato il “TA-MA” trio con la collaborazione di Elena Ledda, tra classico e tradizione (Sardegna-Campania-Sicilia) debuttando all’Expo Jazz 2013 di Cagliari. Da poco ha pubblicato il suo ultimo lavoro con i Tamburi del Vesuvio “Carosonando” (alfa music) omaggio a Renato Carosone (tra jazz e tradizione) con un tour nelle maggiori città italiane. Ha partecipato con “La Paranza” quale unico ensemble italiano al Festival “Mozartiana” tenutosi a Gdansk il 20/21 agosto 2013 con il progetto “Mozart e la musica dell’antico mare” (da lui ideato e arrangiato con il M° Pietro Cernuto) e ancora il 18 settembre 2013 ha presentato a Oviedo (Asturie) il suo progetto “Magna Mater” sinfonico (orchestrazioni del M° Pietro Pisano) con l’Orchestra Oviedo Filarmonia diretta dal M° Marzio Conti per la Sociedad Ovetense de Festejo.

Stefano Saletti

Musicista polistrumentista e compositore, suona strumenti della tradizione musicale mediterranea (bouzouki, oud, mandola, tzouras). Attivo da anni sulla scena artistica italiana, è il fondatore dei Novalia e della Piccola Banda Ikona, gruppo che canta in Sabir l’antica lingua del Mediterraneo.  Dal 2008 è il direttore musicale della 7 Sóis Orkestra e dal 2010 de Les Voix du 7 Sois, formazioni che riuniscono musicisti provenienti dai tanti paesi che si affacciano sul Mare nostrum (Spagna, Marocco, Israele, Egitto, Portogallo, Croazia, Italia). In questi anni Saletti ha lavorato alla valorizzazione dei suoni e delle culture del Mediterraneo. La sua ricerca musicale unisce le atmosfere della tradizione popolare del sud alle melodie balcaniche, arabe, greche, sefardite. In particolare ha lavorato alla riscoperta del Sabir, l’antica lingua franca che marinai, pirati, pescatori, commercianti parlavano nei porti del Mediterraneo, una sorta di esperanto marinaro formatosi poco a poco con termini presi dallo spagnolo, dall’italiano, dal francese, dall’arabo. Sul Sabir e sulle influenze musicali e culturali tra i Paesi che si affacciamo sul Mediterraneo ha tenuto conferenze in Italia e all’estero. Effettua corsi, seminari e workshop sulle musiche e gli strumenti (oud, bouzouki) del Mediterraneo. Ha collaborato con prestigiosi musicisti internazionali, tra i quali Hector Zazou, Eva Quartet, Alexander Balanescu, Eyal Sela, Jamal Ouassini, Margarida Guerreiro, Juan Pinilla, Talya Solan, Wafir Shaikheldin, Rashmi V. Bhatt. Ha realizzato la suite in 5 movimenti da “Le Bateau Ivre” di Arthur Rimbaud su lettura di Jean-Louis Trintignant e ha composto musica su testi del poeta tunisino Monchef Ghachem. Ha composto colonne sonore per il teatro, il cinema e la tv collaborando, tra gli altri, con Giancarlo Giannini, Predrag Matvejevic, Pamela Villoresi, Mascia Musy, Omero Antonutti, Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Pupi Avati, Maurizio Panici, Piero Maccarinelli.

Pejman Tadayon

Musicista e pittore Iraniano, nasce a Esfahan (Iran) nel 1977. Inizia a studiare il Radif (repertorio antico di musica classica Persiana) e gli strumenti persiani (târ e setâr) in giovane età con i maestri Kamran Keyvan, Mohammed Reza Lotfi e Behrooz Hemmati. Si esibisce in diversi concerti in Iran.  Nel 2003 si trasferisce a Firenze, dove studia composizione presso la Scuola di Musica di Fiesole e pittura all’Accademia di Belle Arti. Nel 2005 si trasferisce a Roma, dove studia all’Accademia di Belle Arti e collabora con il gruppo di musica tradizionale persiana “Sarawan – Tamburi d’Iran” e con diversi musicisti tra i quali: Mauro Pagani, Massimo Ranieri, Patty Pravo, Andrea Moricone, Andrea Parodi, Paolo Vivaldi (con cui ha pubblicato l’album “Chador”).  Nel 2006 fonda il gruppo di musica tradizionale persiana “Navà”. Nel 2007 incide il cd “Viaggio nei colori”. Nel 2008 partecipa come attore e musicista al film “L’ultimo Pulcinella” opera del M° Maurizio Scaparro e attore protagonista Massimo Ranieri. Nel 2009 collabora di nuovo con il M° Maurizio Scaparro come musicista e attore, portando in scena la commedia teatrale “Polvere di Baghdad” con Massimo Ranieri e Eleonora Abbagnato. Nello stesso anno fonda il gruppo “YAR” (Iran, Italia, India) con Andrea Piccioni e Sanjay Kansa Banik e pubblicano il cd “Yar Ensemble”. Collabora con Moni Ovadia e l’Esquilino Young Orchestra come insegnante di oud e percussioni. Nel 2010 viene pubblicato il secondo cd del gruppo Navà “Hilat”. Nel 2012 collabora con Silvio Orlando come attore e musicista. Fonda il “Pejman Tadayon ensemble” un progetto dedicato alla spiritualità e al Sufismo. Nel 2013 viene pubblicato il cd “universal sufi music”.  Insegna oud, târ e setâr e teoria della musica orientale.