È una gioia della quale ringrazio vivamente il caro fratello Arcivescovo Andrea

Carissimi,
è bello condividere oggi, con tutti voi, questo giorno di grande festa per la città di Salerno.
È una gioia della quale ringrazio vivamente il caro fratello Arcivescovo Andrea, che ha voluto così rinnovare il legame tra Salerno e Pompei.
Saluto le distinte autorità civili e militari presenti così come ognuno di voi, fratelli e sorelle carissimi, e, in modo speciale, gli ammalati, chi attraversa un periodo di particolare sofferenza nello spirito e chi vive la solitudine.
È un’emozione grande celebrare l’Eucarestia all’Altare maggiore della Cattedrale, eretta per volontà di Roberto il Guiscardo proprio per accogliere le spoglie mortali dell’Apostolo Matteo, custodite nella meravigliosa cripta. In fondo alla navata di destra è l’Altare delle Crociate, dove riposa il grande Papa San Gregorio VII, morto a Salerno, in esilio, nel 1085, e sempre qui, tra le mura maestose, dimorano i corpi dei martiri Gaio, Ante e Fortunato. Ogni affresco, ogni altare, ogni marmo racconta la fede antica e forte del popolo salernitano, di voi tutti che oggi, numerosi, rendete onore all’amato Patrono.
Ed è un’emozione ancora più forte perché la celebrazione di oggi segna il ritorno nella Cattedrale, dopo un anno di assenza e altri due di severe restrizioni legate alle misure contro la pandemia.
Disponiamoci ora a celebrare degnamente i santi misteri, riconoscendo i nostri peccati.