Proiezione film ed incontro dibattito con il regista e scrittore Massimiliano Palmese Ore 21, Terrazza degli Aranci, Museo-FRaC Baronissi

Proiezione film ed incontro dibattito con il regista e scrittore Massimiliano Palmese

Ore 21, Terrazza degli Aranci, Museo-FRaC Baronissi

1968. Aldo Braibanti, poeta, intellettuale, filosofo, ex partigiano, ‘genio straordinario’ secondo Carmelo Bene viene processato per plagio. Accusa che, in realtà, voleva colpire la sua indipendenza politica e intellettuale, e non ultima la sua omosessualità, proprio mentre nel mondo infiammava la Contestazione e si lottava per nuove libertà e diritti. Pasolini, Morante, Moravia, Eco, Pannella si schierarono in sua difesa. Un caso di omofobia da ricordare e tenere come monito.

È un ritratto inedito, quello delineato dal docufilm “Il Caso Braibanti”, di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, Premio del Pubblico a Pesaro Film Fest e Nastro d’Argento 2021 – Miglior Documentario sul Cinema, pronto a conquistare il pubblico di Visionnaire21, in Terrazza degli Aranci al Museo FRaC di Baronissi, in cartellone ad ingresso gratuito venerdì 17 settembre alle ore 21 (green pass obbligatorio).

«Un’opera appassionata, dall’ideografia sconveniente di bruciante attualità politica». E ancora «un film che riporta indietro ad un clima di oscurantismo e persecuzione»: sono solo alcune delle straordinarie recensioni della critica specialistica per il docufilm, il cui successo ha dato avvio ad un rinnovato interesse per il caso e il suo protagonista.

In autunno torna in scena anche l’omonimo spettacolo teatrale di Palmese, datato 2011 (a Roma al Teatro Due in ottobre, e a febbraio al Teatro Franco Parenti di Milano), mentre anche Gianni Amelio ha terminato le riprese di Il Signore delle formiche proprio sulla figura di Braibanti, impersonato da Luigi Lo Cascio, e con Elio Germano.

Giorno emblematico, il 17 settembre, scelto per la proiezione al Museo FRaC, che coincide con il compleanno di Aldo Braibanti (1922-2014), che avrebbe compito 99 anni nel 2021.

“Le sue idee visionarie sulla famiglia, il potere, la convivenza tra specie viventi, i pericoli di grandi condizionamenti mediatici e quello di fortissimi cambiamenti climatici, sono il segno dell’estremo interesse dell’opera di Braibanti, uomo dimenticato, ma forse oggi un pò meno”, sottolinea il regista e scrittore Massimiliano Palmese, che dopo la proiezione si intratterrà al Museo FRaC in un dibattito confronto con il pubblico e il direttore artistico Visionnaire Andrea Avagliano.

Il docufilm ripercorre la vita di Aldo Braibanti attraverso il nipote Ferruccio, con la partecipazione di Piergiorgio Bellocchio, Maria Monti, Lou Castel, Dacia Maraini, Elio Pecora, Alessandra Vanzi, Giuseppe Loteta, Stefano Raffo.

“Quest’avventura con Massimiliano Palmese è stata un’esperienza importante, che ci ha profondamente coinvolto e impegnato per due anni – afferma Carmen Giardina – E’ stato bellissimo il rapporto che si è creato con Ferruccio Braibanti e la sua famiglia, e ora speriamo che il documentario possa essere visto da molti e fare luce su una delle più gravi ingiustizie che l’Italia abbia conosciuto: la condanna di Aldo Braibanti per plagio nel ‘68”.

È la “ricostruzione di un’incredibile vicenda di oscurantismo”, secondo Valerio Caprara de Il Mattino. Una storia finora “sostanzialmente rimossa: troppo dolorosa e imbarazzante, oltre che per chi lo perseguitò, per chi non fece nulla o quasi, partiti di sinistra in testa. Adesso però ‘Il caso Braibanti’ riapre i giochi con testimonianze e materiali inediti che danno nuovo smalto a questo personaggio eretico, inclassificabile, nato nello stesso anno di Pasolini (a cui curiosamente assomigliava) e come lui destinato a tirarsi addosso il peggio di un’Italia retriva, feroce e così fascista da non sapere nemmeno di esserlo”, scrive Fabio Ferzetti de L’Espresso.

Un bel documentario contro l’omofobia”, sottolinea nella sua recensione Anna Bandettini di Repubblica.it, definendolo un processo-farsa: “Questa vicenda drammatica, fotografia di una Italia cupa e oscurantista, è stata ricostruita ora in questo documentario dal sapore civile.”

Un grido di denuncia contro l’omofobia e la repressione culturale”, evidenzia Cristiana Paternò di Cinecittà New.

Visionnaire21 è promossa dal Museo – FRaC Baronissi e dall’associazione culturale Tutti Suonati, con la direzione artistica di Andrea Avagliano e la consulenza per il cinema di Massimiliano Palmese.

Prossimo appuntamento di Visionnaire21, domenica 19 settembre alle 21 con il teatro di Antonello Cossia e Paolo Cresta in “Destinatario sconosciuto” di Katherine Kressmann Taylor.

PS. Evento ad ingresso gratuito, green pass obbligatorio. Si consiglia la prenotazione

Dott.ssa Barbara Landi

Giornalista, Ufficio stampa & Digital Communication

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